Come stanno le cose con il Pacchetto Mobilità?
03/02/2020
Che cos’è il Pacchetto Mobilità? È un insieme di modifiche normative che riguardano tra l’altro:
- I requisiti relativi ai tempi massimi di guida giornalieri e settimanali, alle interruzioni minime e ai periodi di riposo giornaliero e settimanale;
- Il distacco dei conducenti nel settore del trasporto su strada;
- L’esercizio della professione di trasportatore su strada, nonché l’accesso al mercato internazionale del trasporto su strada.
Da parecchio tempo circolano affermazioni secondo cui questo Pacchetto distruggerà il mercato dei trasporti e che abbiamo l’obbligo di combatterlo con tutte le nostre forze, pena l’annientamento. Convinto di ciò, ho ascoltato gli interventi di personalità di rilievo, sia della scena politica sia di quella dei trasporti, ho letto numerosi articoli e, francamente, mi ero davvero spaventato per ciò che ci avrebbe riservato il futuro. Infine, l’11 dicembre 2019 è stato pubblicato il compromesso raggiunto nel trilogo. E con mia grande sorpresa: la distruzione che ci era stata promessa non è arrivata.
Non sono un sostenitore del pacchetto né intendo difenderlo. Voglio semplicemente far notare che introduce nuove regole alle quali tutti dobbiamo adattarci. Ciò che non fa, però, è eliminare i trasportatori polacchi dal mercato europeo. Vediamo ora alcune delle sue disposizioni.
Il conducente impiegato nel trasporto internazionale può effettuare due riposi settimanali ridotti consecutivi (2x24h).
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Naturalmente esistono ulteriori vincoli, come la necessità di compensare i riposi ridotti con un riposo settimanale regolare presso la sede o presso il domicilio nella terza settimana. In pratica, però, il conducente può iniziare la prima settimana di lavoro, effettuare un riposo settimanale ridotto, lavorare un’altra settimana, effettuare nuovamente un riposo settimanale ridotto e solo nella terza settimana essere costretto a rientrare alla base. Il sistema di lavoro 3/1 sembra calzare perfettamente. Non è una tragedia, perché è del tutto possibile pianificare e attuare un nuovo sistema di lavoro e proseguire l’attività.
È obbligatorio il rientro del conducente al centro operativo (base) o al luogo di residenza ogni 4 settimane.
Questa disposizione inizia già a creare problemi, ciononostante possiamo iniziare a pensare a soluzioni che ne riducano al minimo gli effetti negativi. Ad esempio, possiamo sfruttare i vantaggi offerti dalla disposizione appena discussa e pianificare il lavoro dei conducenti sulla base del sistema 3/1. In questo modo il problema si risolve completamente. Sarà invece molto più difficile la situazione di chi svolge principalmente operazioni di cabotaggio. Qui resta sempre l’opzione di aprire un’altra società all’estero e creare una base che permetta di rispettare questa disposizione. I pessimisti respingeranno con ogni probabilità questo argomento, sostenendo che una miriade di nuovi problemi, come le barriere linguistiche e culturali e i costi più elevati, lo renda impossibile. Ma non è forse anche un’occasione per espandersi su nuovi mercati? Avviare una simile società e reclutare il personale non sarà semplice. Tuttavia esistono molte aziende specializzate che possono assistere in questo, e il potenziale di sviluppo è davvero enorme.
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È possibile interrompere il riposo settimanale a bordo di un traghetto:
- Riposi ridotti (24h) – in tutti i casi;
- Riposi regolari (45h) – a condizione che siano soddisfatti requisiti aggiuntivi.
Ai trasportatori che effettuano regolarmente servizi di trasporto verso il Regno Unito o la Scandinavia non serve spiegare quanto possa essere vantaggioso «spostare» un veicolo durante la sosta del fine settimana presso un terminal traghetti. Questo consente di risparmiare molto lavoro, come il coinvolgimento di ulteriori conducenti per portare il veicolo a bordo del traghetto, e permette di risparmiare sui viaggi utilizzando traversate più economiche.
I controlli su strada riguarderanno gli ultimi 56 giorni.
Hai un magnete montato sotto il cruscotto? Stai violando attivamente qualche norma? Hai qualcosa da nascondere? Se hai risposto «no», di che cosa hai paura? Ridurre al minimo il numero di conducenti e trasportatori disonesti avrà sicuramente un impatto estremamente positivo sul mercato dei trasporti.
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I FURGONI con massa massima autorizzata (MMA) superiore a 2,5 tonnellate impiegati nel trasporto internazionale di merci e nel cabotaggio:
- Devono rispettare tutte le regole previste dal regolamento 561/2006/CE;
- Devono avere un tachigrafo installato e attivato;
- In caso di trasporto commerciale – devono ottenere tutte le licenze necessarie e soddisfare i requisiti per l’esercizio della professione di trasportatore su strada;
- Requisito di garanzia finanziaria – 1800 € per il primo veicolo, 900 € per ogni veicolo successivo.
Anche se la maggior parte dei conducenti di furgoni riterrà probabilmente questo punto controverso, condivido pienamente le disposizioni sopra riportate e sono convinto che avrebbero dovuto essere introdotte molto tempo fa. Conosco conducenti che venivano costretti dai datori di lavoro a guidare per 20 ore di fila senza alcun riposo, perché «dobbiamo scaricare», «la merce deve arrivare puntuale», «si guadagna solo quando le ruote girano». Questa è la cruda realtà: la corsa al guadagno è causa di un rischio enorme nel traffico quotidiano. Secondo un rapporto del Comando Generale della Polizia polacca, i veicoli pesanti con MMA superiore a 3,5 t hanno causato 878 incidenti stradali, mentre quelli con MMA inferiore a 3,5 t ne hanno causati 1350 solo nel 2018. Dato che le aziende che possiedono una flotta di furgoni con MMA compresa tra 2,5 e 3,5 tonnellate saranno obbligate a ottenere le licenze di trasporto, tali licenze potranno anche essere revocate in caso di violazione delle norme. Già solo questo dovrebbe scoraggiarle efficacemente dal tentare di farlo.
L’aspetto più controverso è il distacco dei lavoratori. Il transito e il trasporto bilaterale (esportazione dalla Polonia/importazione in Polonia) sono stati completamente esclusi dal distacco, mentre il cross-trade e il cabotaggio vi rientrano pienamente. Se i nostri veicoli trasportano merci in un cosiddetto circuito, cioè partono dalla Polonia e lì terminano il viaggio, il pacchetto mobilità faciliterà il nostro lavoro eliminando completamente l’obbligo di notificare come distaccati i lavoratori che li guidano. Se invece la nostra attività consiste principalmente nel trasporto di merci tra Paesi diversi senza rientrare in Polonia, la situazione è molto più difficile. In tal caso siamo obbligati a notificare i nostri conducenti come lavoratori distaccati. È vero che le procedure di notifica saranno semplificate (nessuna necessità di un rappresentante, documentazione elettronica solo in inglese), ma saremo comunque obbligati a garantire ai nostri dipendenti tutte le indennità previste dai contratti collettivi e non potremo in alcun modo includere diarie e rimborsi forfettari nell’importo della retribuzione minima. I costi di mantenimento di tali dipendenti aumenteranno in modo significativo. Anche se queste modifiche non sono favorevoli ai trasportatori, avremo comunque 18 mesi dalla data di pubblicazione del Pacchetto Mobilità per prepararci a fondo alla loro introduzione.
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Il Pacchetto Mobilità ci offre sia opportunità interessanti sia numerose restrizioni e ostacoli da superare. A mio parere, però, non ha in alcun modo portato l’Armageddon che ci era stato promesso. Abbiamo inoltre ancora un po’ di tempo prima che tutte le disposizioni del Pacchetto entrino in vigore. Non sprechiamolo a lamentarci, ma usiamolo per trovare soluzioni efficaci. Del resto, noi polacchi abbiamo già dimostrato innumerevoli volte la nostra intraprendenza.
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